Pavor nocturnus: che cos’è

Il terrore notturno o pavor nocturnus è uno dei disturbi del sonno appartenenti alla categoria delle parasonnie.

E’ un disturbo tipico dei bambini in età prescolare (di norma esordisce verso i due-tre anni), ma può interessare anche i più grandicelli.

Il pavor nocturnus è caratterizzato da un parziale risveglio dal sonno profondo associato a un’intensa agitazione, grida, sudorazione, pallore, respiro accelerato, tachicardia, aumento del tono muscolare e pupille dilatate.

Il bambino sembra inconsolabile, risponde scarsamente agli stimoli ambientali e, nel caso venga svegliato, è spesso confuso e molto disorientato e può, nei primi momenti, persino non riconoscere i familiari che gli sono accanto.

In alcuni casi il soggetto scende dal letto e si mette a camminare per la casa, talvolta gridando terrorizzato.

Una delle caratteristiche del pavor nocturnus, è che il giorno dopo il bambino non si ricorda nulla.

Gli episodi di terrore notturno si verificano generalmente nel corso del primo terzo della notte e possono durare da poche decine di secondi fino anche a mezz’ora.

terrore notturno o pavor nocturnus

Cause del pavor nocturnus

Il pavor nei bambini non ha alcun significato patologico e psicologico.

Non esistono studi che dimostrino che i bambini che sperimentano il terrore notturno siano più a rischio di sviluppare altri disturbi psicologici.

Le cause del pavor nocturnus sono sconosciute.

Si sono però identificati diversi fattori che sembrano fungere da catalizzatori, fra questi:

le alterazioni dell’equilibrio idrosalino,

l’asma notturna,

le apnee,

la deprivazione di sonno,

la distensione vescicale,

la febbre,

il reflusso gastroesofageo,

le stimolazioni sonore o luminose durante il sonno,

lo stress,

le vegetazioni adenoidee.

Come comportarsi in caso di pavor nocturnus?

In caso di pavor nocturnus o terrore notturno è consigliato seguire degli accorgimenti:

  • assicurarsi che non vi siano potenziali pericoli per l’incolumità del bambino;
  • evitare di risvegliare il bambino nel corso dell’episodio perché c’è il rischio che ciò aumenti la sua agitazione e prolunghi la durata dell’evento;
  • parlargli in modo delicato e sottovoce;
  • evitare, il mattino seguente, di riferire al bambino l’episodio perché c’è il rischio di causare un disturbo ansioso;
  • evitare di somministrare caffeina al bambino (contenuta belle bevande come la Coca Cola);
  • far sì che il bambino mantenga un regolare ritmo sonno-veglia;
  • se i casi sono molto frequenti mettere eventualmente in atto risvegli programmati (dal momento che, solitamente, gli episodi si verificano pressoché negli stessi orari, si può svegliare il bambino un quarto d’ora prima dell’orario previsto per l’episodio tenendolo sveglio 5 o 10 minuti).

La mia esperienza

Un paio di anni fa, non sapevamo cosa fosse, ma ci siamo spaventati molto perchè Giorgia ha iniziato a svegliarsi nel cuore della notte strillando e piangendo.

Le prime volte credevo fosse un incubo, e ho provato a svegliarla ma non reagiva, era come assente.

Non rispondeva agli stimoli, era irrigidita e continuava a piangere disperata.

Abbiamo provato a prenderla di peso e metterla nel letto con noi, e solo accarezzandola dolcemente piano piano si calmava.

Il giorno dopo non ricordava nulla.

Considerato che gli episodi sono stati diversi, ovviamente non ravvicinati tra loro, ho chiesto alla pediatra che mi ha “illuminato” sul pavor nocturnus.

Ieri notte è ri-successo dopo tanto tempo, ma mi sono resa conto subito che cosa era.

Con gli occhi semichiusi mi chiamava e piangeva, ho provato a dirle parole dolci tranquillizzandola che ero con lei, poi le ho messo una mano sul viso per accarezzarla fino a quando non si è addormentata.

Dopo poco un nuovo episodio a questo punto per non far svegliare la sorella l’ho portata nel nostro lettone e da sola si è calmata sentendo il nostro calore.

Questa mattina le ho chiesto “come hai dormito questa notte?” la sua risposta “bene”, ed io “hai dormito tutta la notte nel tuo letto?” e lei “si mamma!” (lo ha detto in modo convinto), quindi ho avuto la conferma che quello di questa notte era nuovamente il pavor nocturnus.

Se vi dovesse capitare anche a voi, non spaventatevi è una fase che passano più o meno tutti i bambini.

 

Bio

Bis mamma di due bimbe di 22 mesi di differenza, con la passione per la cucina e i viaggi formato famiglia

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