Qualche mese fa vi ho raccontato del nostro cosleeping forzato con Giorgia, che io e mio marito non abbiamo mai vissuto benissimo, però per un periodo l’abbiamo assecondata per un suo bisogno di attenzione e anche per spirito di sopravvivenza nostro.

Stufi però di svegliarci la mattina stanchissimi per via del suo sonno agitato, un bel giorno (ormai un mesetto fa) abbiamo deciso di (ri)-iniziare a metterla sul suo lettino consapevoli del fatto che sarebbe stata “dura” e che ci avremmo impiegato un po’ di tempo per abituarla.
Ma questa volta eravamo convinti ripetendoci a vicenda che non dovevamo cedere in nessun modo riportandola nel lettone!

L’abbiamo convinta iniziando a dirle che nel letto nostro non sarebbe più potuta stare, perché si sarebbe potuta prendere “le malattie dei grandi” (quali sono non lo sappiamo nemmeno noi!!!) e che ognuno ha il proprio letto.
Abbiamo creato la routine di farle scegliere il libro da leggere per la buonanotte, così lei prende il libro si mette nel lettino, io mi siedo vicino a lei e le leggo la storia fino a che non vedo che si è addormentata.

Ridormire nel proprio lettino
I primi giorni sono stati difficili, impiegava anche 1 ora per addormentarsi, e poi si svegliava quasi ogni ora piangendo e mettendo a dura prova la nostra pazienza (svegliando alcune volte anche Beatrice che dorme vicino a lei).


Poi è migliorata impiegando meno tempo ad addormentarsi, grazie a delle gocce omeopatiche a base di passiflora e camomilla, che ci ha consigliato la pediatra, che aiutano il bimbo nella fase dell’addormentamento, ma dopo 3 – 4 ore di sonno profondo si svegliava piangendo disperata, spesso sono riuscita a riaddormentarla leggendo ancora una storia, ma a volte pur di non portarla nel lettone (che ormai è vietato per lei la notte!) ci siamo messe sul divano insieme per poi riportarla in camera sua non appena dormiva profonda.

Ovviamente anche quando siamo a casa il weekend, per il riposo quotidiano adottiamo la stessa routine.

La situazione è poi migliorata molto da quando rimane a dormire a scuola (dove ora è nella fase che non ci vuole dormire, inizia a dirlo da casa la mattina, a scuola fa un po’ di pianti ma poi si addormenta coccolata dalle maestre), la sera verso le 21.15 mi dice che ha sonno e vuole andare a dormire, così mi porta in camera sua e non faccio in tempo a finire di leggere la storia che già dorme.
Alcune notti dorme tutta la notte altre si sveglia, ma spero che piano piano gli episodi di risveglio notturno diminuiscano drasticamente.

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Se anche voi siete nella fase in cui volete togliere vostro figlio dal lettone e non sapete come fare, vi do alcuni semplici consigli da seguire:
– dovete essere convinti voi genitori
– iniziate a spiegarlo al bambino qualche giorno prima
– una volta che avete iniziato a farlo dormire nel suo lettino non si torna indietro, quindi non si porta nel lettone neanche per 1 ora
– armatevi di tanta tanta pazienza e se a volte questa vacilla non vi preoccupate, siete umani!
– create una routine per la nanna sia serale che pomeridiana.

Bio

Bis mamma di due bimbe di 22 mesi di differenza, con la passione per la cucina e i viaggi formato famiglia

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