Categoria: Quotidianetà

la nostra vita insieme

Anch’io vado a scuola

I prossimi giorni per la nostra famiglia saranno giornate molto impegnative ed emozionanti, ci sarà l’inserimento a scuola di Giorgia e Beatrice, ovviamente in due asili diversi, Beatrice al nido dove andava la sorella lo scorso anno e Giorgia alla materna.

Iniziamo con Beatrice lunedì 7, già conosce l’ambiente e le maestre ma credo che essere la protagonista sarà diverso, si troverà in un ambiente “nuovo” rispetto alla casa dei nonni e con bambini che non conosce, in questo percorso i primi giorni l’accompagnerò io, cercando di rassicurarla trasmettendole tranquillità e serenità.
L’inserimento sarà graduale per non creare troppo stress nel bambino, inizieremo con una oretta in mia compagnia per poi a piccoli passi lasciarla sola, fino a mangiare a scuola e poi nel giro di tre settimane anche a dormire.

Così anche la piccola di casa sta crescendo, avrei potuto lasciarla a casa ancora un po’ ma lei è molto sveglia rispetto alla sua età e credo sia pronta a rapportarsi anche con altri bambini a giocare e imparare cose nuove.

Il 15 invece sarà la volta di Giorgia, scuola nuova, maestre e compagni nuovi, vi confesso che sono un po’ preoccupata perché lei alle novità non reagisce sempre bene, anzi con un po’ di paura e ancora più attaccamento a me.
L’inserimento qui sarà sempre graduale ma riservato solo al bambino, credo che il primo giorno noi genitori li accompagneremo, staremo un po’ con loro ma poco dopo dovremmo andare via, mi preparo già mentalmente a sentire pianti disperati.
Anche questo fa parte della crescita ed io con una stretta al cuore sarò lì pronta a rassicurarla.

Giorgia ha bisogno di tempo per abituarsi alle novità così già da questa estate la sto preparando al nuovo inizio, grazie ad un libro che stiamo leggendo intitolato Anch’io vado a scuola! I primi giorni con mamma e papà edito da Kite Edizioni.

Anch'io vado a scuola

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Bis mamma di due bimbe di 22 mesi di differenza, con la passione per la cucina e i viaggi formato famiglia

Come proteggere la pelle dal sole

Sappiamo tutti che il sole è nocivo per la nostra pelle e d’estate è d’obbligo proteggerla adeguatamente, ancor di più se si tratta della pelle dei bambini che essendo ancora in fase di sviluppo (è più sottile e dotata di un sistema di pigmentazione meno sviluppato) è più soggetta alle aggressioni solari.

Protezione dal sole dei bambini

Come proteggere la pelle dal sole

Proteggere i propri bambini dal sole significa educarli all’esposizione solare, in modo che ne facciano tesoro e quando saranno adulti sapranno come comportarsi:

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Mamme lavoratrici vs Mamme casalinghe

Quando ero piccola la maggior parte delle mamme erano casalinghe, si occupavano dei figli e della casa, mi ricordo che tutte le mattine mamma mi accompagnava a scuola e poi si fermava a parlare con le amiche, e qualche volta ci scappava anche la colazione insieme, e poi tornava ai suoi lavori di casa, prima che tornassi da scuola.

Erano poche le mamme che lavoravano, e che lasciavano i figli ai nonni.

Quando ero piccola si viveva bene con un solo stipendio.

Quando ero piccola i genitori ci accompagnavano a fare sport o alle feste degli amichetti.

Io lavoro full time (8.30-17) e so che tutte queste cose non potrà farle insieme alle mie figlie.

Al giorno d’oggi in una famiglia due lavori sono essenziali.

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Prime parole

Quando un bambino inizia a dire le prime paroline, che si discostano dalla semplice lallazione (ma-ma, pa-pa) è una grande emozione per i genitori, un chiaro segno che il bimbo sta crescendo e sta diventando sempre più autonomo, anche nel linguaggio.
Ovviamente non tutti i bambini iniziano a parlare nello stesso periodo, come ogni cosa, essendo un individuo e come tale unico, ognuno avrà i suoi tempi e modi.

La lallazione

La lallazione è fondamentale per aprire la porta al linguaggio vero e proprio, che si sviluppa generalmente tra i 13 e i 18 mesi ed è influenzato molto dall’ambiente sociale in cui si trova a vivere il bimbo.

Più il piccolo è immerso in un ambiente parlante, fatto di parole, discorsi, frasi, più velocemente si formerà lo schema linguistico nel suo cervello e piano piano sarà in grado di esprimersi a parole.

Le prime parole

Nella maggior parte dei casi la prima parole che il bimbo dice è mamma rivolgendosi a lei, perché impara presto che la mamma risponderà sempre al richiamo.
Le altre parole che dirà poi hanno a che fare con esigenze primarie: pappa, nanna, ciuccio.
Il bambino inizierà a comprendere che gli oggetti hanno un nome e che possono essere chiamati con quel nome.

Prime parole
Fonte: mammeebambimo.pianetadonna.it

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Come cambia l’amore con i figli

Qualche giorno fa eravamo con le bimbe a fare una passeggiata e mi sono soffermata a guardare due fidanzati che passeggiavano mano nella mano e ogni tanto si fermavano per scambiarsi qualche bacio, ed ho pensato a come è cambiato l’amore tra me e mio marito dopo la nascita delle bimbe.

Come cambia l’amore con i figli

Da fidanzati al matrimonio

Quando eravamo fidanzati tutto era incentrato su di noi, non vedevamo l’ora di uscire per vederci e stare insieme, abbiamo fatto tantissimi viaggi che ci hanno rafforzato come coppia, che poi ci hanno fatto capire che era il momento di fare il grande passo.

Come cambia l'amore con i figli

Dopo il matrimonio c’è stato un nuovo cambiamento nella nostra vita, eravamo una “piccola” famiglia, era bello svegliarsi la mattina abbracciati e iniziare la giornata insieme, andare la sera a dormire mano nella mano scambiandoci racconti e chiacchiere della giornata, abbiamo volutamente aspettato qualche anno prima di avere figli, perché volevamo unirci ancora di più come coppia e abituarsi uno alle abitudini dell’altro.

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(Ri)dormire nel proprio lettino

Qualche mese fa vi ho raccontato del nostro cosleeping forzato con Giorgia, che io e mio marito non abbiamo mai vissuto benissimo, però per un periodo l’abbiamo assecondata per un suo bisogno di attenzione e anche per spirito di sopravvivenza nostro.

Stufi però di svegliarci la mattina stanchissimi per via del suo sonno agitato, un bel giorno (ormai un mesetto fa) abbiamo deciso di (ri)-iniziare a metterla sul suo lettino consapevoli del fatto che sarebbe stata “dura” e che ci avremmo impiegato un po’ di tempo per abituarla.
Ma questa volta eravamo convinti ripetendoci a vicenda che non dovevamo cedere in nessun modo riportandola nel lettone!

L’abbiamo convinta iniziando a dirle che nel letto nostro non sarebbe più potuta stare, perché si sarebbe potuta prendere “le malattie dei grandi” (quali sono non lo sappiamo nemmeno noi!!!) e che ognuno ha il proprio letto.
Abbiamo creato la routine di farle scegliere il libro da leggere per la buonanotte, così lei prende il libro si mette nel lettino, io mi siedo vicino a lei e le leggo la storia fino a che non vedo che si è addormentata.

Ridormire nel proprio lettino
I primi giorni sono stati difficili, impiegava anche 1 ora per addormentarsi, e poi si svegliava quasi ogni ora piangendo e mettendo a dura prova la nostra pazienza (svegliando alcune volte anche Beatrice che dorme vicino a lei).

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Giocattoli sicuri: le regole per acquistare in modo consapevole

Alzi la mano chi non ha casa invasa di giocattoli!!!!

Noi ne abbiamo un infinità sparsi tra la camera delle bimbe e il salone, per poi alla fine giocare solo con quelli che preferiscono di più e hanno più a portata di mano.

I giocattoli aiutano i nostri bimbi a crescere, li distraggono nei momenti di noia e a volte sono indispensabili per addormentarsi felici, spesso (specie nei bimbi più piccolini come Beatrice) vengono messi in bocca, per questo è molto importante che siano sicuri ed abbiano determinate caratteristiche.

Purtroppo tanti sono i casi di notizie di giocattoli contraffatti, creati con materiali nocivi o pericolosi.

Per legge i produttori di giocattoli devono attenersi a delle regole ben precise.

Giocattoli sicuri
Fonte: trashic.com

E’ molto importante però che ogni genitore controlli in prima persona le caratteristiche prima di acquistare un giocattolo, ecco le regole che ci aiutano ad acquistare in maniera più consapevole dei giocattoli sicuri: (altro…)

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Dormiamo all’asilo

Giorgia sono mesi che va all’asilo tranquilla, dopo il primo periodo fatto di pianti disperati, ormai si sente come a casa sua, interagisce sempre di più con i compagni, adora tutte le maestre, e da qualche tempo mi parla di un’amichetta del cuore che si chiama Alessia (si come me!).

Abbiamo notato che quando i nonni andavano a prenderla alle 12.30 non se ne voleva andare via, così ho iniziato a chiederle se sarebbe voluta rimanere a dormire con i compagni a scuola e la sua risposta è stata sempre di si!

Con mio marito ci pensavamo da tempo, ma non ci sembrava mai il momento giusto, aspettavamo dei segnali da parte sua, così 2 settimane fa abbiamo iniziato.

Dormiamo all'asilo
Fonte: pianetadonna.it

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Anche io ci sarò al Mammacheblog 2015

Da quando sono entrata nel mondo delle mamme blogger ho sempre sentito parlare benissimo di questo meraviglioso evento annuale che si svolge a Milano, il MammaCheBlog – Social Family Day, organizzato da FattoreMamma per le mamme della Rete, al fine di creare una conversazione aperta tra mamme 2.0 e facilitare e stimolare l’incontro, lo scambio, l’approfondimento e il confronto per far crescere insieme idee e servizi in Rete.

L’evento si svolgerà l’8 e il 9 Maggio, in una location bellissima al centro di Milano, il Palazzo delle Stelline.

MammaCheBlog

Il primo anno ero una “novellina” e non ho partecipato, lo scorso anno avevo Beatrice troppo piccola e non me la sono sentita di lasciarla tutta la giornata, ma quest’anno non c’è n’è per nessuno, io e il mio blog MAMMACHEGIOIA ci saremo!!!

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Mangiamo come i grandi

La piccola di casa, Beatrice, fra qualche giorno compirà 15 mesi e ogni giorni che passa mi rendo conto che sta diventando sempre più grande e autonoma.

Capisce tutto quello che le viene detto, prova a ripetere delle paroline (mamma, nonno, naso come dice lei “naco”, papà, pappa), si arrampica dappertutto e imita molte azioni che fa Giorgia.

Lei non è stata mai una gran mangiona, ha sempre alternato periodi in cui mangiava di più a periodi in cui mangiava di meno, specie la cena; ultimamente poi la sera appena vedeva il cucchiaio iniziava a girare la testa da una parte all’altra e a serrare la bocca, così una sera mi sono decisa e le ho proposta dei pezzettini di mozzarella, che ha gradito tantissimo e alla fine se l’è mangiata quasi tutta (ben 125 gr di mozzarella), da quel momento ho deciso che a cena avrebbe mangiato come noi o quasi, così una volta le ho dato il petto di pollo al limone, una volta la frittatina e in poco tempo siamo passati anche al pranzo da grandi.

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