Categoria: Gravidanza

Sintomi di gravidanza

sintomi di gravidanza

Se siete alla ricerca di una gravidanza, all’avvicinarsi del periodo mestruale sarete molto attente ad ogni “possibile” avvisaglia che possa farvi capire se si è insaturata una gravidanza o meno.

Sintomi di gravidanza piú diffusi

I sintomi di gravidanza variano da donna a donna e da gravidanza a gravidanza, anche nella stessa donna.

sintomi di gravidanza

C’è chi percepisce questi piccoli sintomi in modo chiaro ed è certa di aspettare un bimbo ancor prima di fare il test e chi, invece, non avverte alcun cambiamento fisico.

Io per la prima gravidanza ho avuto delle perdite da impianto e ho notato le vene del seno piú evidenti, mentre per la seconda me ne sono resa conto dopo una settimana di amenorrea.

Vediamo insieme quali sono i sintomi di gravidanza piú diffusi:

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Bis mamma di due bimbe di 22 mesi di differenza, con la passione per la cucina e i viaggi formato famiglia

Malattie rare: screening neonatale su 40 malattie metaboliche

screening neonatale

Finalmente è diventato legge su tutto il territorio nazionale lo screening neonatale esteso

Che cos’è lo screening neonatale?

Lo screening è l’attività di sanità pubblica finalizzata all’individuazione precoce di malattie per le quali esiste una cura il cui inizio nei primi giorni di vita è in grado migliorare in modo significativo la prognosi, riducendone il rischio di disabilità e di mortalità.

In Italia lo screening neonatale per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo fino al mese di Agosto era obbligatorio solo per tre malattie congenite: l’ipotiroidismo, la fenilchetonuria e la fibrosi cistica.

Cosa sono le malattie metaboliche o malattie rare?

Le malattie metaboliche ereditarie sono causate dalla mutazione in un gene che provoca una alterata o mancata produzione di un enzima, con conseguente alterazione, o assenza totale, dell’attività enzimatica.

Quando un enzima non funziona, una specifica reazione chimica metabolica non può avvenire; ciò determina il blocco di una serie di reazioni essenziali per il funzionamento delle cellule, di uno o più organi, e quindi di tutto l’organismo.

Questa malttie metaboliche sono in molti casi malattie rare e colpiscono i bambini nei primi anni di vita, ma possono esordire anche in età giovanile o adulta, se non riconosciute in tempo utile, possono provocare gravi handicap fisici e mentali.

screening neonatale

Screening neonatale esteso

Grazie alla legge 167 approvata dal Parlamento il 4 agosto 2016, lo screening neonatale obbligatorio effettuato alla nascita si allarga e sarà inserito entro l’anno nel sistema di base di assistenza in tutte le Regioni.

Basta una goccia di sangue, prelevata dal tallone del neonato entro 3 giorni di vita, per individuare 40 malattie metaboliche ereditarie e intervenire tempestivamente con cure mirate.

Con lo screening allargato sarà possibile individuare anche patologie metaboliche ereditarie che possono comportare gravi danni neurologici, cardiaci e muscolari.

Lo screening allargato consentirà concretamente di salvare la vita a bambini che fino ad ora rischiavano un’esistenza segnata dalla malattia e dalla disabilità o lunghe cure farmacologiche, spesso purtroppo tardive.

 

 

 

 

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5 libri imperdibili in gravidanza

5 libri imperdibili in gravidanza

Durante la mia prima gravidanza, avendo molto tempo a disposizione, mi piaceva documentarmi e ho letto moltissimi libri in materia.

I libri che ho letto spaziavano dai più seri, delle vere e proprie enciclopedie, dove poter rispondere ad ogni dubbio che mi assaliva, ai più simpatici e divertenti.

Con Beatrice, avendo Giorgia piccola, ho letto un pò di meno ma ho sempre continuato a dedicare uno spazio, magari prima di addormentarmi, a letture dedicate alla gravidanza, come un modo per rilassarmi e pensare solo a me e al pancione.

Ho fatto una selezione per voi dei 5 libri imperdibili in gravidanza.

5 libri imperdibili in gravidanza

5 libri assolutamente da leggere in gravidanza

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Terrore notturno o pavor nocturnus

terrore notturno o pavor nocturnus

Pavor nocturnus: che cos’è

Il terrore notturno o pavor nocturnus è uno dei disturbi del sonno appartenenti alla categoria delle parasonnie.

E’ un disturbo tipico dei bambini in età prescolare (di norma esordisce verso i due-tre anni), ma può interessare anche i più grandicelli.

Il pavor nocturnus è caratterizzato da un parziale risveglio dal sonno profondo associato a un’intensa agitazione, grida, sudorazione, pallore, respiro accelerato, tachicardia, aumento del tono muscolare e pupille dilatate.

Il bambino sembra inconsolabile, risponde scarsamente agli stimoli ambientali e, nel caso venga svegliato, è spesso confuso e molto disorientato e può, nei primi momenti, persino non riconoscere i familiari che gli sono accanto.

In alcuni casi il soggetto scende dal letto e si mette a camminare per la casa, talvolta gridando terrorizzato.

Una delle caratteristiche del pavor nocturnus, è che il giorno dopo il bambino non si ricorda nulla.

Gli episodi di terrore notturno si verificano generalmente nel corso del primo terzo della notte e possono durare da poche decine di secondi fino anche a mezz’ora.

terrore notturno o pavor nocturnus

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SIDS: sindrome della morte improvvisa del lattante

SIDS: sindrome della morte improvvisa del lattante o morte in culla

La “morte in culla” è una delle paure più grandi di noi genitori, da quando rientriamo a casa con il neonato.

Io ricordo, per tutte e due le mie bambine, che i primi giorni non riuscivo ad addormentare per paura che gli potesse succedere qualcosa, le osservavo attentamente per vedere se respirassero.

Oppure svegliarmi nel cuore della notte per verificare che fosse tutto ok.

SIDS: sindrome della morte improvvisa del lattante

Che cos’è la SIDS?

Consiste in un decesso improvviso di un bambino di età compresa tra un mese ed un anno che rimane inspiegato anche dopo una approfondita indagine.

È una morte che si verifica rapidamente, durante il sonno, sia di giorno che di notte, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori, senza segni di sofferenza.

Il picco è fra i 2 e 4 mesi di età, soprattutto nel periodo invernale; è più rara dopo i 6 mesi, mentre eccezionale nel primo mese di vita.

La SIDS rappresenta la più frequente causa di morte nella fascia d’età compresa tra i 2 mesi ed il primo anno di vita, ma la possibilità che questo evento si possa verificare nei vostri bambini è davvero scarsa (parliamo di 1 caso su 1500).

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Addio nasino chiuso con Miobebee, l’aspiratore nasale elettrico

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Addio nasino chiuso con Miobebee, l’aspiratore nasale elettrico

Il nasino chiuso è un problema molto diffuso tra i neonati, sopratutto in questo periodo con repentini cambi climatici.

Se sono troppo piccoli non riescono a soffiarsi il naso da soli.

Io quando Giorgia e Beatrice erano piccole, dopo il consueto lavaggio con soluzione fisiologica, aspiravo il naso con l’aspiratore a bocca.

E sinceramente è un pò “disgustoso”, mio marito non è mai riuscito a farlo, il solo pensiero gli dava il volta stomaco.

Aspiratore nasale elettrico Miobebee

Ho scoperto da poco l’esistenza dell’aspiratore nasale elettrico…magari esserci stato ai miei tempi!

Miobebee è l’aspiratore nasale elettrico che aiuta a decongestionare in modo semplice e rapido il naso del bebè.

Addio nasino chiuso con Miobebee, l'aspiratore nasale elettrico

 

Portatile, completamente lavabile e sterilizzabile, è sempre pronto all’uso.
Miobebee raccomanda una regolare pulizia delle narici dei bimbi da 0 a 3 anni.

Poche gocce di soluzione salina possono agevolare lo scioglimento delle secrezioni e la loro successiva evacuazione.

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Parto cesareo con il metodo stark

Parto cesareo con il metodo stark una variante del normale taglio cesareo

Il taglio cesareo classico, siappiamo tutte, è un’operazione a tutti gli effetti, con una convalescenza lunga che spesso lascia dolore e fastidi per parecchi giorni.

Quando il parto cesareo non si può evitare si può praticare il metodo Stark.

parto  cesareo con il metodo stark

Che cos’è il metodo Stark?

Il metodo Stark un taglio cesareo più dolce, che prende il nome dal medico che ha messo a punto questa tecnica chiurgica.

Alla base di questa tecnica c’è l’idea di voler limitare al massimo il taglio dei tessuti.

Il chirurgo effettua un taglio di circa 2 centimetri, appena sopra il pube, della pelle e della parete dell’utero. Il chirurgo raggiunge la parte dell’utero spostando le fasce muscolari, senza bisogno di tagliarle con il bisturi.

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6 frasi da non dire ad una mamma che non allatta

6 frasi da non dire ad una mamma che non allatta

Allattare al seno ha tanti vantaggi per il neonato e per la mamma.

Però non tutte le mamme possono farlo o vogliono farlo.

Quindi basta con i sensi di colpa e frasi poco carine che vengono dette alle neomamme sull’argomento allattamento.

La mia prima bambina l’ho allattata al seno per 9 mesi, poi da sola con l’avanzamento dello svezzamento non ha più voluto attaccarsi.

Con la seconda bimba è stato tutto diverso, come vi ho raccontato qui.

E’ stato più sofferto e anche fisicamente ed emotivamente doloroso.

All’inizio ho sofferto per questa cosa, mi sentivo inadeguata e sopratutto avevo molti sensi di colpa, e mi chiedevo “perchè con Giorgia ci sono riuscita e con Beatrice no?”.

Poi i conoscenti e gli amici non ti aiutano affatto, chiedendo alla neomamma sempre le stesse cose.

Questa la domanda che andava per la maggiore quando incontravo le persone: “Lo allatti tu?” ….come se una mamma fosse brava solo perchè allatta al seno.

6 frasi da non dire ad una mamma che non allatta

Ecco 6 frasi che, secondo me, non devono essere assolutamente dette ad una neomamma che non allatta al seno

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Ore di sonno del bambino

ore di sonno del bambino

Quante ore di sonno deve fare un bambino?

Questa la domanda che ci poniamo molto spesso noi mamme, quando nostro figlio dorme poco.

Il fabbisogno di sonno non è uguale in tutti i bambini, ma ci sono dei valori di riferimento da poter prendere in considerazione.

Il bisogno di sonno nel bambino è influenzato da diversi fattori: il temperamento, l’età (più sono piccoli più hanno necessità di dormire), gli stimoli esterni ricevuti, l’atmosfera familiare (se c’è serenità in casa è più probabile che il piccolo dorma di più e si svegli di meno durante la notte).

Appena nati i bambini non sono in grado di distinguere il giorno dalla notte.

Hanno bisogno di dormire e mangiare spesso, difficilmente dormirà per più di 4 ore consecutive e quando si sveglierà sarà sicuramente affamato.

E’ bene sin da piccoli, intorno ai 3 mesi di vita, iniziare a regolare il loro ritmo sonnoveglia con delle semplici regole, parlargli molto durante il giorno anche quando mangia, mentre la notte non parlare e non tenere accessa una luce molto forte.

Ore di sonno del bambino

Quando inizia lo svezzamento poi, dando un orario regolare ai pasti e all’ora del riposino e della nanna, il bambino capirà la differenza tra il giorno e la notte.

E’ consigliato la sera dare l’abitudine intorno alle 20 di fare il bagnetto, per rilassarlo e consentirgli di avere un sonno più lungo di notte.

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Parto naturale dopo cesareo

parto naturale dopo cesareo

E’ possibile avere un parto naturale dopo un cesareo?

Questa è la domanda che molte donne si pongono dopo aver avuto un primo bambino nato con parto cesareo.

Vediamo insieme quando è possibile.

Si parla tecnicamente di VBAC, dall’acronimo inglese che sta per Vaginal Birth After Cesarean (‘parto vaginale dopo cesareo’).

Le Linee guida sul taglio cesareo dell’Istituto superiore di sanità sono molto chiare e dicono che, in assenza di controindicazioni specifiche, la possibilità di un VBAC deve essere offerta a tutte le donne.

Questo non significa che tutte le donne con pregresso parto cesareo possono fare un parto naturale, ma conunque si deve dare a tutte l’opportunità di provarlo con un travaglio di prova.

I presupposti per un parto vaginale dopo taglio cesareo sono diversi: occorre effettuare una visita prenatale, nel corso della quale si valuterà l’indicazione al precedente cesareo, i rischi relativi al cesareo ripetuto ed al travaglio di prova. La volontà della donna verrà annotata in cartella clinica, e dovrà essere firmato un consenso informativo, da presentare al momento del ricovero per l’insorgenza delle doglie.

Secondo gli studi 3-4 donne su 5 che provano un VBAC partoriscono con parto naturale, le restanti dovranno affrontare un nuovo cesareo.

Il travaglio di una donna che ha avuto un precedente parto cesareo, deve essere seguito attentamente, tramite monitoraggio cardiotocografico continuo ed è consentito l’uso dell’analgesia epidurale.

Perchè tentare un VBAC?

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